CASA POZZO

L’Acqua rappresenta la principale fonte di vita insostituibile per tutti gli ecosistemi;la salute individuale dipende dalla disponibilità di acqua e non ci può essere produzione di ricchezza senza accesso all’acqua. Oggi più di 1,4 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile e se non vi sarà un’inversione di tendenza, le persone senza accesso all’acqua potabile diventeranno più di 3 miliardi nel 2020. Anche l’Italia è stata interessata recentemente, sia da un periodo di emergenza idrica (in particolare il Sud Italia) che da eventi alluvionali che hanno causato danni gravi evidenziando, oltre all’inadeguatezza dei sistemi di distribuzione dell’acqua potabile, la scarsa interconnessione dei punti di approvvigionamento. Il patrimonio idrico mondiale e la sua rinnovabilità sono in pericolo a causa di fenomeni di inquinamento, desertificazione e di un utilizzo irrazionale. Anche nei paesi sviluppati come l’Italia, è diventato sempre più costoso in termini economici ed ambientali accedere all’acqua dolce di buona qualità. In vista di queste preoccupanti previsioni noi proponiamo una tipologia abitativa che vede proprio nell’acqua la principale componente  architettonica e non solo. L’acqua si può bere, con l’acqua si può mangiare, (attraverso l’acqua coltura) si possono coltivare prodotti ortofrutticoli (serre idroponiche), si può fare sport (piscina) si può fare fisioterapia (vasche idromassaggio), si può riscaldare l’ambiente (pompe geotermiche), si può illuminare (attraverso generatori elettrici e inverter) gli ambienti. La casa si trasforma in un rifugio, uno spazio intimo, protetto dall’esterno, tutto rivolto verso la corte interna caratterizzata da una grande piscina: diviene cioè una casa pozzo. Da sempre il pozzo è considerato come uno strumento in grado di ricevere e recuperare l’acqua e nello stesso tempo assume interessanti aspetti architettonici.

Caratterizzato da un livello fuori terra e per molti piani sotterraneo la casa si caratterizza come un volume puro, un parallelepipedo svuotato al centro. La corte di forma quadrata presenta (al contrario del pozzo di san patrizio) degli elementi aggettanti sul vuoto centrale, che si caratterizzano come dei parallelepipedi trasparenti contenenti grandi acquari per l’acquacoltura, serre idroponiche, e allevamento di pesci.  Gli acquari sono suddivisi secondo i cicli vitali dei pesci, le  vasche poste ai livelli più bassi contengono gli avannotti (nella parte più bassa), mentre ai livelli più alti si dispongono le vasche con i pesci commestibili.  Le serre idroponiche sono invece suddivise in serre per ortaggi e per frutta. Nel volume fuori terra trovano disposizione una zona giorno e una notte, cosi come nel piano inferiore, mentre nei livelli sottostanti vengono disposti i locali di servizio come ad esempio una cisterna per il raccoglimento dell’acqua piovana proveniente anche dalle vicine foggare (un sistema di recupero dell’acqua piovana tipico dei paesi caldi e del sud Italia, in cui l’acqua viene incanalata in canali sotterranei) e tutti i sistemi necessari per l’acquacoltura, le serre e il riscaldamento. Il  sistema di riscaldamento ed elettrico viene fornito dalla geotermia. Una volta prelevato il calore dalla profondità della terra sotto forma di acqua, è possibile, attraverso la collocazione di pompe di calore geotermiche, trasformare  il calore in energia termica ed elettrica. Una rampa di servizio circonda la casa, consentendo l’accesso ai locali di servizio senza interferire con gli spazi domestici oltre ad assumere il  ruolo di intercapedine in grado di isolare l’abitazione dalla terra.


Anno: 2006
Architetto: Anna Rita Emili
Collaboratore: Giuseppe Foti

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