LA DIMORA DEL FUORI

Passeggiando sul limite nord della città, l'ampia radura, che mi si apre davanti, é costeggiata su un lato da una serie di abitazioni: case con corridoi lunghissimi che si ripiegano l'uno dentro l'altro, spazi chiusi ma tuttavia aperti. Fuori poche persone camminano come disegnate dal grigiore delle proprie ombre, mentre l'anonimo del quotidiano racchiude questo spazio in un immenso vuoto. Tutto sembra poggiato sul suolo, senza basi e senza radici. Poco più in là, alcune persone parlano. Mi avvicino per ascoltarle, ma, arrivato a pochi metri, mi accorgo che il loro linguaggio é incomprensibile, come se le loro parole fossero fuori da quello che dicono, esattamente come lo spazio che le circonda.Riprendo il cammino, riflettendo su quello che ho appena ascoltato e intuendo che nel loro linguaggio manca il soggetto. Penso allora come accedere ad un simile codice.Guardando a terra la mia attenzione viene attirata da una serie di profondi binari che solcano il terreno. Comincio a percorrerne uno, mi sembra senza fine. Incontro, ad intervalli regolari, altri binari che attraversano in senso orizzontale questo sistema. Capisco di essere su di una griglia. Il cigolio, che proviene da un binario vicino, mi fa voltare lo sguardo. Improvvisamente, davanti a me, appare una parete. E' bianca, alta circa tre metri e si muove. Su tutta la griglia ci sono pareti che si muovono, mentre in fondo appare una copertura.  Da un pannello vicino proviene una voce. Mi avvicino, ma non vedo nessuno. La voce si fa insistente, allora, avvicino l'orecchio alla parete, rendendomi conto che parla. Appena ripreso dallo stupore, chiedo alla parete chi le avesse dato la possibilità di parlare. "Sono stati gli uomini" mi risponde, "sono qui per sperimentare il fuori. Sono ricercatori  che usano il linguaggio senza soggetto, sentendosi così liberi da codici, regole e controlli.  Sperimentano nuovi spazi da attraversare, da percepire nell'essenza. Altri, alienati da una società omologante, dove regole, codici e controlli rendono l'individuo privo di ogni immaginazione, riducendolo in un oggetto immobile, vengono qui per ritrovare se stessi.

L'operazione é molto semplice, basta entrare quando lo spazio é chiuso, depositare il linguaggio e muovere una o più pareti verso l'esterno. Una volta aperto l'involucro si entra in questa nuova dimensione. Come avrai potuto notare qui regna l'assenza totale, si é fuori da qualsiasi soggettività, puoi solo scorgere i limiti di uno spazio nel vuoto in cui si situa. La mia funzione é quella di accesso, chi entra deposita il suo linguaggio, la sua coscienza, la sua soggettività, per poi sperimentare l'essenza della libertà, arrivando a dire non rappresento più, sono; non significo, presento".

La forma di questa casa della dimensione di 80mq viene definita da una griglia della campata di 3,00x3,00 metri e che occupa l’intero lotto. La forma è semplice, caratterizzata da una geometria (il parallelepipedo) pura, visto che questo, come del resto tutti i nostri progetti, non si basa sulla ricerca di una forma architettonica, che viene concepita esclusivamente come qualcosa di mutabile, ciò che conta è I'espressione di un concetto, rappresentato nella sua essenza. Attraverso un sistema di automazione la trama diviene il luogo del movimento, lo spazio in cui I'espressione del moto, affidata ad elementi architettonici, genera una dimensione dell’indefinito, uno spazio al di fuori di se, un luogo in cui regna I'assenza totale. Sulla griglia, caratterizzata da binari a pavimento in acciaio, scorrono le pareti, anch'esse pensate in pannelli di alluminio riciclato (a basso impatto ambientale. I pannelli di spessore di 6cm sono coibentati) che possono, in un relativo breve lasso di tempo, modificare lo spazio e mutandone la percezione e passando da una condizione di chiusura totale ad una d'assoluta e completa apertura, e viceversa. La variazione dei termini movimento-spazio-tempo viene determinata attraverso I'utilizzo del computer, che si colloca al centro della casa. Dentro-fuori, chiuso-aperto, diventano condizioni spaziali estreme, all'interno delle quali si definiscono spazi coperti-aperti, aperti-non coperti, spazi chiusi-aperti. Nel caso in cui l'involucro esterno rimane chiuso è possibile modificare lo spazio interno, rendendolo flessibile e adattabile alle diverse esigenze. Gli unici elementi fissi, sono la piattaforma in CA, un basamento sul quale vengono disposti i binari di scorrimento delle pareti e i volumi dei servizi. II tema del movimento induce alla modificazione di alcuni elementi della architettonici. Ad esempio il pilastro, ricalcando la tradizionale struttura a croce miesiana, viene scomposto in quattro parti, per consentire alle pareti di scorrere nei punti di incrocio. I pilastri possono essere collocati anche all'esterno della casa, in questo modo è possibile ampliare lo spazio domestico, aggiungendo moduli  opachi o trasparenti, sia verticali che orizzontali.


Anno: 2001 - 2006
Architetto: Anna Rita Emili
Collaboratori: Emanuele Piccioni (modello), Federica Ciapanna (modello), Matteo Gentile (web design),Marco Zanzarella (animazioni)