INVISIBILE TOKIO POP - LAB

Il progetto si pone come confine tra antico e moderno, tra visibile e invisibile, tra tradizione e modernità, tra vecchio e nuovo attraverso il metamateriale (vedi su recenti studi provenienti da tutto il mondo) che permette condizioni di invisibilità dello spazio, possiamo considerare l’architettura giapponese tradizionale come un sito archeologico e una memoria storica importante del paese, mentre all'interno del museo lo spazio è considerato come un tempio per la nuova cultura pop giapponese.

L’esterno il museo è storia è memoria dentro è lo spazio della modernità più avanzata. Il metamateriale che risulta essere come un pannello rivestito da una pellicola, una membrana sottilissima, copre parte del museo e precisamente fino ad un livello di un metro e mezzo da terra  mantenendo sino a  questa altezza la visibilità dell’edificio che si caratterizza come un grande basamento in legno. Il resto è pura invisibilità. All'interno spazio tutto è in movimento attraverso il sistema pannelli mobili scorrevoli che permettono di ottenere spazi flessibili secondo le esigenze.  Al piano terra trovano collocazione la sala-forum e l’area espositiva, un ufficio con ingresso indipendente, una biblioteca e una grande corte attraverso la quale è possibile osservare il livello posto a quota -4,00 rispetto alla linea di terra. La corte è un giardino Zen attorno al quale si dispongono un bar, un’area per conferenze e dei laboratori. Infine al secondo livello del museo che in sostanza è invisibile all’esterno, vengono collocati una suite di IT, altri spazi di servizio alla biblioteca e quattro grandi aule.


Anno: 2016

Architetto: Anna Rita Emili

Collaboratore: Giovanni Rocco Cellini, Laura Spalletta, Luigi Terribile, Ivan Zito

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