GRA - MIRRORING CITY

La città si configura come un’estrusione del GRA sovrapponendosi, contrapponendosi al tracciato radiale esistente delle consolari della città di Roma.  Il movimento rotatorio, perpetuo e infinito della città anulare annulla, contrasta e interrompe lo sviluppo a  macchia d’olio di Roma che dal entro storico si proietta verso la campagna romana. La grande unità d’abitazione rimarcando un tracciato esistente non può che essere legata al luogo specifico. assumendo il ruolo di nuova cinta mirata di Roma, il cui intento mira all’interruzione dello sviluppo incontrollato delle periferie più estreme, configurandosi come  uno strumento evocativa e come nuovo monumento della città eterna.

Il GRA è un limite  che acquisisce nuovi valori  e significati. La città anulare è un limite un confine all’interno del quale il cittadino anulare si trova letteralmente imprigionato nel suo vagare seguendo esclusivamente un moto perpetuo e infinito .Dentro la nuova città si concentrano  una serie di funzioni racchiuse in un enorme involucro e che ha lo scopo di contrapporsi  alla dispersione della città contemporanea.

La città Anulare rappresenta un modello di società alienata ma allo stesso tempo affascinata dalla comunicazione virtuale. Le distanze tra casa-svago-lavoro, si annullano, concentrandosi  all’interno delle quattro mura domestiche, rinnegando di fatto quei luoghi che si configuravano come spazi di raduno. Per questo motivo l’unico attraversamento fisico  viene affidato ai veicoli che percorrendo il tracciato anulare secondo livelli sovrapposti si suddividono in auto,treni,pullman e autobus.  Il cittadino anulare non ha più  la necessità di muoversi fisicamente. Nella società anulare l’approvvigionamento alimentare può essere svolto attraverso la creazione di megastore a più livelli, dai quali è possibile ricevere, attraverso l’uso del computer, tutto il necessario per vivere. Al di sopra dei megastore si sviluppano le case su tre piani, una fascia verde in cui trovano collocazione dei campeggi per turisti. La città anulare è, di fatto, la città del turista, nel senso che esso diviene l’unico individuo in grado di attraversarla fisicamente lo spazio, utilizzano l’edificio come strumento della percezione dello spazio storico e urbano.  Sulla sua sommità della città si percepisce una lunga fessura che rappresenta gli antichi  camminamenti delle città murate. E’ l’unico espediente che consente alla luce di penetrare all’interno degli spazi e l’unico elemento caratterizzato da verde pubblico (un parco lineare). All’interno della città anulare non esistono nodi infrastrutturali, non esistono piazze. La grande muraglia  di cento metri di altezza e quaranta di larghezza divide il passato dal futuro, il paesaggio urbano dal paesaggio naturale, il vuoto dal pieno. Questo nuovo limite presenta un involucro rivestito da una pellicola adesiva a specchio  che  ha lo scopo annullare  la materia, ponendo in evidenza, attraverso la riflessione, da un lato la storia (passato) della città e dall’altro il paesaggio della campagna rom.


Anno: 2003
Architetto: Anna Rita Emili
Collaboratore: Giuseppe Foti
Video: Emanuele Piccardo

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